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venerdì 28 ottobre 2011

FIOR DI GIOIELLI !


Ecco un modo carino ed originale per chi non vuole rinunciare ad un fiore da portarsi sempre con sè: anelli, collane ed orecchini dove il fiore o la foglia veri, sono gli assoluti protagonisti.

“I Growing Ring sono un mix tra un gioiello ed una pianta, tra moda ed organismo vivente. Creati per chi vive in aree metropolitane, i Growing Ring ti danno la possibilità di portare sempre con te un po’ di verde“

Questa curiosa “gioielleria coltivabile” è stata disegnata da Haffsteinn Juliusson, probabilmente insofferente nei confronti del cemento cittadino. I Growing Ring sono anelli e vasi allo stesso tempo, ed invece da una pietra preziosa sono decorati da un ciuffetto d’erba o da un pò di muschio che ha bisogno di essere 'innaffiato' periodicamente.
 
L’artista californiana Margaret Dorfman, invece, taglia, pressa ed essicca ortaggi e frutta di ogni genere ma ne conserva la bellezza trasformandoli in stupefacenti e variopinti bijoux…
 



Ampelopsis è il nome della linea di gioielli creata da Enrica Tu, architetto paesaggista che crea con la naturalità di fiori e foglie e la modernità della materia plastica, unite alle pietre dure e semi-preziose, bracciali, collane ed orecchini.
Ogni modello viene eseguito a mano ed è unico.
 
 


Splendidi gioielli con fiori veri pressati poi lavorati con la resina ed abbinati a
pietre e cristalli, sono quelli creati dalla jewel designer Margot.




Con uno stile un Liberty, perle bianche e cristalli trasparenti o rosa acceso  contrastano con il rosa ed il giallo delle rose selvatiche (intere o in singoli petali) o il verde di piccole foglie d’edera.
Una collezione delicata, romantica e femminile che testimonia un amore incondizionato per la natura.



 
Ed infine le creazioni (le mie preferite) di Alessandra Feletig che trasforma  le bacche di rose, che il marito coltiva nel suo vivaio alle porte di Torino, in insolite e preziose collane.



Tonde, ovali, allungate o a forma di fiaschetta, le bacche di rosa offrono un campionario unico e ricco di fogge e colori che Alessandra sapientemente infila in corde grezze e arricchisce con inserti di ceramica raku preparati de lei stessa, o da altri elementi naturali.


Il risultato è affascinante!



 


venerdì 3 dicembre 2010

BACCHE PER IL GIARDINO D'INVERNO


Non sono solo i giardinieri più esperti a sapere che il giardino deve offrire qualcosa di interessante anche durante l'inverno, quando la natura sembra addormentata.
Dopo le abbondanti fioriture della primavera, l'esplosione di colori sgargianti dell'estate e le innumerevoli sfumature di giallo-oro, arancio e rosso fuoco dei fogliami autunnali, anche l'inverno ci riserva piacevolissime sorprese con le numerose bacche di ogni foggia e dimensione.




Alcune, graziose come gioielli, sono in grado di dare un deciso tocco di colore alle caducifoglie rimanendo aggrappate ai rami spogli anche fino al ritorno della primavera. Altre invece, come quelle del Cotoneaster, della Nandina domestica o della Pyracantha sembrano voler decorare con allegria il fogliame verde quasi come un albero natalizio.


Inoltre le bacche rappresentano un sostanziale nutrimento per moltissimi ucccelli ed altri animali e possono essere utilizzate nelle ricette di marmellate, succhi, salse, liquori, prodotti di bellezza, nonchè ghirlande e pot-pourri.





Decidere quali piantare nel nostro giardino non è cosa facile, però, secondo me, quelle che non dovrebbero mai mancare sono le bacche ( o cinorrodi ) delle rose, soprattutto di quelle antiche. Ma chi ha uno spazio abbastanza ampio può sbizzarrirsi sistemando siepi o gruppi di arbusti come  biancospino, prugnolo, coriolo, berberis, ilex, pyracantha, sorbo, cotoneaster.




 
E non dimentichiamoci che, anche chi possiede solo un terrazzo, non deve rinunciare al fascino delle bacche d'inverno. Sono sufficienti un paio di vasi di discreta dimensione dove far crescere una bella rosa rampicante o una Rosa rugosa o Rosa moschata e una Nandina domestica per dare un pò di vivacità anche durante i mesi più bui.







Utilizzando le bacche di color arancio dell'olivello spinoso (Hyppophae rhamnoides), umile arbusto ornamentale che cresce rigoglioso in molti giardini del nord Italia, sono state messe a punto da una coltivatrice tedesca, alcune ricette per un succo ed uno sciroppo ricchi di preziose vitamine, prodotti e distribuiti in tutto il mondo dalla ditta tedesca Weleda, che oggi ha allargato la produzione aggiungendo ai succhi anche liquori ed un'intera linea di cosmetici a base di bacche.http://www.weleda.com/



Se volete 'fai da te',  ecco la ricetta per il succo e per lo sciroppo:

Sciroppo di olivello spinoso
Schiacciate circa 1 kg. di bacche e coprite con 1 lt. di acqua bollente.
Lasciatele riposare al fresco, coperte, per una notte.
Il giorno seguente schiacciate ancora bene le bacche, mescolate la poltiglia ricavata e filtrate il tutto con un colino finissimo.
A questo punto aggiungete 1 kg. di zucchero e cuocete per 20-25 minuti, finchè lo zuchero è completamente sciolto. Versate il composto ancora caldo in una bottiglietta di vetro scuro. Sigillate e conservate al fresco.
Un cucchiaio di sciroppo insaporisce un bicchiere colmo d'acqua.

Succo di olivello spinoso
Pressate con il passaverdura o la centrifuga circa 2 kg. di bacche e raccogliete il succo ottenuto in bottigliette di vetro scuro da 250cc. Riempite fino all'orlo e sigillate bene. Mettetele quindi in una pentola piena d'acqua e fatele sterilizzare per circa 30 minuti. Il succo si conserva per circa quattro mesi.
Al momento dell'uso se ne mette un cucchiaio in un bicchiere, si aggiungono uno o due cucchiai di miele e 200-250 cc. di acqua: si ottiene una bevanda vitaminica e rinfrescante molto gradevole. Una volta aperta la bottiglia, il succo va conservato in frigorifero e consumato entro una settimana.

e con le bacche di Sambuco ..

Sciroppo di bacche di sambuco
Raccogliete il sambuco (attenti a non raccogliere le bacche sbagliate, il sambuco è un vero e proprio albero alto fino a 5 metri, mentre il suo similare velenoso si chiama sambuchella ed è un arbusto basso) scegliendo preferibilmente un posto internato, non sul ciglio delle strade.


Lavate circa 200 gr. bacche e pestatele in una ciotola. Aggiungete 200 cc. di acqua e il succo filtrato di mezzo limone e lasciatele macerare in un contenitore di vetro per 24 ore coperto da un piatto. Aggiungete altri 200 cc. di'acqua e portate a bollore. Filtrate il tutto e aggiungete 100 gr. di zucchero. Portate nuovamente a bollore. Imbottigliate ancora caldo, chiudete per bene e lasciate raffreddare. Conservate in frigo.


Per utilizzarlo: diluite una parte di sciroppo in quattro parti d'acqua e servite con ghiaccio e fettine di limone.

da http://www.cucinalkemika.blogspot.com/