domenica 10 luglio 2011

.....E ARCHITETTURE D'ACQUA


Anche se fino ad ora, non abbiamo ancora patito un gran caldo (naturalmente mi riferisco alle temperature della mia zona), sicuramente...speriamo... prima o poi arriverà anche qui quel bel caldone che per qualche tempo non ci darà tregua. Allora, come antidoto, leggetevi questo post 'rinfrescante' che magari vi darà (con un pò di immaginazione!) un pò di sollievo.
Sì perchè, l'acqua in movimento ci affascina dai tempi antichi ed ancora oggi viene utilizzata per rendere uno spazio unico e suggestivo.



Chi non riamane piacevolmente attratto alla vista dell'acqua che cade, spumeggia, zampilla, crea nuove forme e produce suoni rilassanti?

Durante il giorno le gocce trafitte dai raggi solari disegnano infiniti arcobaleni, di notte, illuminate, si trasformano in docce di diamanti.




L'acqua ha trovato interessanti espressioni nelle diverse architetture, dall'islamica alla rinascimentale, dalla barocca alla contemporanea,dove fontane, giochi d'acqua, cascate, laghetti, sono sempre motivo di stupore e meraviglia.





L'Alcazar di Siviglia è un'esempio di come la cultura islamica ha saputo utilizzare raffinatetecniche per canalizzare l'acqua a pavimento mediante
decorativi solchi.




Il Chadar è invece il tipico elemento dei giardini persiani che consiste in una superficie inclinata di 45°, di pietra scanalata o decorata a rilievi regolari che hanno lo scopo di increspare l'acqua che vi scorre, dando luogo ad un piacevole effetto visivo e sonoro.



I giochi d'acqua che animavano i grandi parchi rinascimentali sorprendendo i visitatori, erano capolavori di ingegneria idraulica, come dimostrano l'abbondanza e la varietà di motivi d'acqua (più di 500 tra zampilli, ventagli cascate, fontane) ancora oggi funzionanti nello storico giardino di Villa d'Este a Tivoli.


Esempio barocco di architettura creata con l'acqua è presente nel Parco della Reggia di Caserta, dove l'imponente fontana di Diana conclude la lunghissima sequenza di vasche e cascate a gradini che attraversa l'intero giardino.
 



Questi e molti altri sono esempi storici di come si ricorreva all'acqua per creare effetti scenografici straordinari da inserire in imponenti progetti architettonici: acqua che scorre ed emerge da piani di calpestio, acqua che zampilla, acqua che cade in cascate, acqua calma come grande parterre. Esempi che sono divenuti in epoca moderna preziosi spunti di ispirazione per diversi architetti del paesaggio che con una nuova interpretazione, spesso di gusto minimalista, ne fanno elementi di interesse in progetti per la realizzazione di opere urbane, quali piazze e aree ricreative.



Le più significative, oltreoceano, sono senza dubbio le grandi opere del famoso paesaggista Lawrence Halprin che, con il suo uso disinvolto del cemento e di grandi masse d'acqua, ha saputo conciliare forme e tecnologie moderne con linee di ispirazione naturalistica per interventi di sistemazione di centri urbani, contribuendo così a creare uno stile architettonico che ha influenzato la paesaggistica contemporanea.




Tra le sue opere più importanti il 'Freeway Park' di Seattle, il 'Roosvelt Memoria' di Washington e la 'Levi's Plaza ' a San Francisco.



Negli ultimi anni anche in Italia sofisticate tecnologie sono a disposizione dei più creativi paesaggisti offrendo la possibilità di inserire nei loro progetti particolari effetti scenografici, dove l’acqua ricopre il ruolo di protagonista.




Per esempio il nuovo sistema ‘a nebbia’ che si sta diffondendo nelle strutture di ristorazione, alberghiere, centri-benessere, è un’interpretazione moderna dell’antica tradizione araba dove, per mitigare l’arsura estiva, le abitazioni erano dotate di un patio all’interno del quale una grande vasca con fontana rinfrescava l’ambiente grazie alla presenza di zampilli sottili che disperdevano nell’aria numerose goccioline d’acqua.






Questa tecnologia  razionalizza al massimo l’utilizzo dell’acqua attraverso la sua nebulizzazione, immettendo nell’ambiente innumerevoli particelle talmente microscopiche da evaporare immediatamente sottraendo calore, determinando così condizioni di confort e contemporaneamente creando suggestive scenografie.




Anche le cosiddette ‘fontane danzanti’ stanno trovando ampia applicazione in centri commerciali, centri sportivi e ricettivi in genere e in parchi di divertimento, spesso assolvendo il doppio ruolo di arredo e identificazione dell’azienda. Con varie soluzioni tecniche e una vasta gamma di componenti, la “S.T.G.” di Manerbio (Bs) realizza fontane dove l’acqua assume fantasiose forme in armoniosi movimenti, attirando l’attenzione dei visitatori.





Quindi, con questo notevole ventaglio di possibilità affascinanti, affinché uno spazio anonimo assuma un carattere interessante ed identificabile, incorporare l’acqua nelle sue più svariate forme in un progetto architettonico, non è solo possibile ma desiderabile.








 
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giovedì 2 giugno 2011

SCULTURE IN VERDE



Sistemando il mio archivio fotografico dove raccolgo idee e spunti di ispirazione per i miei progetti di giardini e terrazzi, ho selezionato queste foto che testimoniano come la creatività possa trasformare semplici arbusti o rampicanti in vere opere di architettura verde.
Ecco cespugli che si arrampicano intorno ad una porta, alberi da frutto che ramificano su di un muro di cinta, rampicanti che si avvinghiano armoniosamente su colonne di logge e porticati, siepi che con abili tagli di cesoie diventano forme fantasiose.




Non è indispensabile avere grandi parchi per realizzare tutto questo, ma anche nei nostri piccoli giardini con un pò di fantasia e di pazienza possiamo incoraggiare un gelsomino a correre intorno ad una porta o ad una finestra per incorniciarla di fiori profumati, un ficus repens ad aggrapparsi ai gradini di una scala o potare una monotona siepe di tasso in una forma più piacevole.






















PROVATECI...potreste avere dei risultati SORPRENDENTI!!!!!!!!!!!!!!!!


mercoledì 11 maggio 2011

ARTE E NATURA !


Lo scorso week-end l'ho trascorso facendo una cosa che desideravo fare da tempo! Finalmente ho partecipato al corso di acquarello che si è tenuto nel Parco del Castello di Grazzano Visconti!








Ho raggiunto la località sabato mattina dove avevo appuntamento con l'insegnante, Silvia Molinari ed altre appassionate come me di pittura ad acquarello.
Subito ci siamo addentrate nel meraviglioso parco dove ognuna di noi ha scelto un angolino dove poter dipingere dal vero un fiore, uno scorcio del parco o un particolare del Castello.
Davanti ad una rigogliosa fioritura di rose, io non ho avuto dubbi: dovevo dipingere rose!



Così, attrezzate di sedie, tavolini, pennelli, carta ed acquarelli, abbiamo trascorso l'intera giornata del sabato (con pausa pranzo in un caratteristico ristorante nel Borgo) e la mattinata della domenica, tentando di mettere in pratica le nostre 'abilità'!





Devo dire che tutte siamo state soddisfatte dei nostri 'prodotti', anche perchè siamo state seguite, consigliate ed aiutate da Silvia che in ogni modo ha cercato di valorizzare (e soprattutto di migliorare ..) le nostre qualità di acquarelliste!!



Guidate invece da Cristina, responsabile degli eventi che si tengono all'interno del Castello, abbiamo visitato tutto il Parco (visitabile solo su prenotazione), scoprendo anche la sua storia.



Il parco del Castello di Grazzano Visconti, di 150.000 mq, realizzato all'inizio del '900 su progetto del Duca Giuseppe Visconti di Modrone, è caratterizzato dalla presenza di elementi del giardino all'italiana e dei parchi  all'inglese, come erano le esigenze di decoro in voga tra XIX e XX secolo. Parterres, ponticelli, fontane e statue sono presenti nelle zone di immediato contatto con il castello, mentre il giardino romantico e paesaggistico è riservato alle zone più lontane ed appartate del Castello.
Costituiscono inoltre interessanti elementi caratteristici dell'arredo del parco il labirinto, la casetta dei giochi, l'oratorio, la piccionaia e lo studio del Duca. 






La scelta delle piante è stata finalizzata ad ottenere un effetto architettonico permanente: ecco allora tanti sempreverdi, come cipressi, pini, lecci, tassi e arbusti di mirto e bosso.
 

Tra i fiori, quasi solo rose, dai colori accesi e dal profumo delicato.




Nel parco vivono essenze autoctone incolte, tipiche dell’area ecologica in cui è inserito Grazzano Visconti: sono farnie, olmi, pioppi neri, noccioli, aceri campestri, ciliegi, carpini e frassini, oltre ad arbusti del sottobosco come il melo selvatico, il sanguinello, il ligustro, il filadelfo. Danno invece un tono più ricercato all’insieme arboreo del parco alcuni esemplari di cedro, glicine, lagestroemia, cipresso d’America e diverse distese di bambù.


Nei 150.000 metri quadrati del parco spiccano alcuni esemplari ultrasecolari, tra i quali un Platano di oltre 150 anni, un Tiglio di 80 ed uno splendido gruppo di Cedri del Libano.



L'intero week-end è trascorso quindi molto piacevolmente, all'insegna dell'arte, della natura, della cultura e, non da ultimo, dell'amicizia!
Sicuramente da ripetere!!